Finali ad attrezzo a Baku: tutti i risultati

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Che spettacolo oggi a Baku ai primi giochi olimpionici Europei!!

Bellissimo il duello tra l'atleta di casa Oleg STEPKO ed il russo David BELYAVSKIY per la medaglia d'oro alle parallele pari! Porta a casa il primo posto proprio Stepko con un punteggio di 15,733.

Schermata 2015-06-20 alle 16.39.09Ma le emozioni non sono mancate neppure agli altri attrezzi.

Partiamo con le parallele asimmetriche che vedevano in gara la nostra Tea Ugrin. Partita per ultima dopo aver visto gli esercizi delle sue avversarie, Tea ha avuto alcune incertezze e un passaggio non completato. Ma ogni salita all'attrezzo è diversa dalla volta precedente, ogni volta ci dobbiamo confrontare con mille fattori e siamo sinceramente convinti che Tea porterà a casa un gran bagaglio d'esperienza da questa sua prima uscita internazionale da Senior!
Sei stata comunque bravissima Tea!

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Il corpo libero femminile invece ci lascia in attesa fino all'ultima salita all'attrezzo, quella di Giulia Steingruber.  Con una Mustafina saldamento al comando, ed un'uscita di Giulia, tutti aspettano il punteggio e quando appare è un 14,266 che "sistema" la ginnasta russa al secondo posto. Terza, con un altro podio, la ginnasta olandese Lieke Wevers.

Schermata 2015-06-20 alle 16.43.13Al volteggio la campionessa Europea All Around  si aggiudica il  primo posto con un punteggio di 14,999.

Schermata 2015-06-20 alle 16.57.35E' alla trave che diverse incertezze e cadute caratterizzano gli esercizi delle sei finaliste ed è Lieke Wevers che conquista una medaglia oro come oro sono state questi suoi giochi europei.

Schermata 2015-06-20 alle 16.59.53Per la maschile ecco tutte le classifiche di questa bella finale ad attrezzo

Corpo libero
Schermata 2015-06-20 alle 17.01.34Cavallo con anelli
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Anelli
Schermata 2015-06-20 alle 17.03.45Volteggio
Schermata 2015-06-20 alle 17.04.58E con un urlo di gioia, appena atterrato sul tappeto, Fabian Hambuechen conquista l'oro all'amata sbarra.
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All Around a Mustafina e Verniaiev

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...To say the things he truly feels and not the words of one who kneels
The record shows I took the blows and did it my way!

E' con la musica del corpo libero (sulle note di My Way di Frank Sinatra) di Aliya Mustafina che si chiude la finale All Around femminile a Baku. E con l'ultimo attrezzo Aliya si aggiudica il primo posto e la medaglia d'oro con un punteggio di 58,566.

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Alle sue spalle la campionessa europea in carica, Giulia Steingruber che si aggiudica la medaglia d'argento con il punteggio di 56,699. Segue al terzo posto la rappresentante dei Paesi Bassi Lieke Wevers (sorella gemella di Sanne, medaglia di bronzo alle parallele ai recenti europei di Montpellier) con un punteggio di 55,065.

Si classifica invece al quinto posto, alle spalle della tedesca Sophie Sheder, la nostra Tea Ugrin. Alla sua prima esperienza da senior in campo internazionale e dopo il lungo periodo di stop, Tea porta a termine la gara con il punteggio di 54,331. La partenza di Tea al volteggio porta 13,566. Passa poi alle parallele dove si guadagna un 13,833 partendo da 5,9. Il passaggio alla trave porta un punteggio di 13,466 con una partenza di 5,600 ed una esecuzione di 7,866 con uno sbilanciamento ben recuperato con tutta la voglia di rimanere su!!
Il corpo libero delizia il pubblico della grandissima Arena di Baku ed anche i commentatori riportano la grande eleganza della nostra ginnasta ed il bel triplo avvitamento iniziale. Punteggio finale di 13,466.

11401463_431825520321951_5617248809558168365_nLa formula di una sola atleta per nazione ha lasciato sugli spalti protagoniste sicure di questo sport, ma pure le riprese non hanno favorito certo le atlete con punteggi di più basso livello. Se le intenzioni sono effettivamente di far vedere la  ginnastica anche in paesi con meno tradizione o con atlete di livello non al top, dovrà essere sistemato qualcosa nella regia televisiva.

Passando al settore maschile, dopo un bellissimo testa a testa con l'atleta di casa Oleg Stepko, si conferma campione continentale  l'ucraino Oleg Verniaiev che finisce la gara con il punteggio di 90,332. Al terzo posto si piazza il russo Nikita Ignatyev con il punteggio di 87,365. Il nostro Tommaso De Vecchis finisce la gara con il punteggio di 82,265 confermando in pratica il punteggio dell'ammissione alla finale che era di 82,331.

Schermata 2015-06-18 a 23.31.56Ecco la classifica finale di oggi:

11217162_431835336987636_3091552335881191217_nProssimo appuntamento a sabato per le finali ad attrezzo!! Gamba!!!

COLLEGIALI ESTIVI: Si parte

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Sono ancora in corso i Giochi Olimpici Europei che già si pensa all'estate quando, libere dagli impegni scolastici, le nostre atlete si potranno dedicare a "tempo pieno" alla ginnastica.

Si comincia da Civitavecchia, con il primo collegiale, dal 5 al 16 luglio per la squadra Senior Femminile e vedrà coinvolte:

Sofia Bonistalli
Giorgia Campana
Erika Fasana
Carlotta Ferlito
Vanessa Ferrari
Alessia Leolini
Enus Mariani
Lavinia Marongiu
Elisa Meneghini
Lara Mori
Martina Rizzelli
Arianna Rocca
Tea Ugrin

Si lavora in vista degli appuntamenti importanti dell'autunno, in ordine cronologico la Golden League a Fermo/Porto San Giorgio i giorni 11/12/13 settembre,  i campionati italiani assoluti a Torino i giorni 26/27 settembre e la Novara Cup il 10 ottobre, tutti test per i mondiali di Glasgow.

Baku: Russia davanti a tutti

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Secondo giorno di gara ai primi giochi olimpici europei di Baku. Vi riportiamo qui sotto tutte le classifiche delle prime posizioni.

Squadra femminile

Schermata 2015-06-15 alle 20.21.06Squadra maschile

Schermata 2015-06-15 alle 20.23.13Qui sotto riportiamo invece le classifiche dell' AA e degli attrezzi. Vi ricordiamo che il regolamento prevede solo un ginnasta per nazione e solo i primi sei disputeranno le finali:

Volteggio femminile 

1.      Steingruber (SUI) 14.849
2.      Tutkhaklyan (RUS) 14.466
3.      Top (NED) 14.066
4.      Janik (POL) 13.900
5.      Simm (GBR) 13.883
6.      Derek (CRO) 13.866

Parallele asimmetriche

1.      Mustafina (RUS) 15.200
2.      Scheder (GER) 15.000
3.      Makra (HUN) 14.466
4.      Van Gerner (NED) 13.900
5.       Ugrin (ITA) 13.766
6.       Iridon (ROU) 13.733

Corpo libero maschile

1.      Zapata Santana (ESP) 15.300
2.      Shatilov (ISR) 15.166
3.      Belyavskiy (RUS) 15.100
4.      Verniaiev (UKR) 15.100
5.      Behan (IRL) 15.066
6.      Hambuechen (GER) 15.033

Cavallo con maniglie

1.      Stepko (AZE) 15.333
2.      Bertoncelj (SLO) 15.166
3.      Belyavskiy (RUS) 14.800
4.      Bevan (GBR) 14.766
5.      Verniaiev (UKR) 14.700
6.      Michnak (SVK) 14.666

Anelli

1.      Petrounias (GRE) 15.733
2.      Radivilov (UKR) 15.566
3.      Ignatyev (RUS) 15.000
4.      Colak (TUR) 14.833
5.      Stepko (AZE) 14.700
6.      Hambuechen (GER) 14.633

Trave

1.      Tutkhalyan (RUS) 14.600
2.      Steingruber (SUI) 14.400
3.      Scheder (GER) 14.133
4.      Iridon (ROU) 14.100
5.      Wevers (NED) 14.066
6.      Hockenhull (GBR) 13.833

Corpo libero femminile

1.      Mustafina (RUS) 13.966
2.      Zarzu (ROU) 13.933
3.      Wevers (NED) 13.900
4.      Steingruber (SUI)13.633
5.      Verschueren (BEL) 13.600
Pikul (FRA) 13.600

Volteggio maschile

1.      Verniaiev (UKR) 15.333
2.      Stepko (AZE) 14.833
3.      Tuuha (FIN) 14.650
4.      Arican (TUR) 14.483
5.      Schmidt (NED) 14.416
6.      Bataga (ROU) 14.416

Parallele pari

1.      Verniaiev (UKR) 15.666
2.      Berbecar (ROU) 15.633
3.      Belyavskiy (RUS) 15.600
4.      Stepko (AZE) 15.566
5.      Arican (TUR) 15,366
6.      Augis (FRA) 15.100

Sbarra

1.      Maras (GRE) 15.766
2.      Hambuechen (GER) 15.633
3.      Verniaiev (UKR) 15.400
4.      Ignatyev (RUS) 15.366
5.      Moznik (CRO) 15.100
6.      Likhovitsky (BLR) 15.000

All Around maschile (la Q significa che si sono qualificati per la finale)

Schermata 2015-06-15 alle 20.38.11Schermata 2015-06-15 alle 20.38.50All Around femminile

Schermata 2015-06-15 alle 20.40.41Schermata 2015-06-15 alle 20.41.21Schermata 2015-06-15 alle 20.41.58
Il regolamento adottato per questi primi giochi europei premia sicuramente gli atleti dei paesi meno forti, in qualche modo omettendo dalle finali i più forti. Come potrete notare nel maschile tra il primo posto e l'ultimo qualificato ci sono ben 10 punti di distacco.  Anche in campo femminile ben oltre 8 punti di differenza.

Domani prove podio per la ritmica, il trampolino e la ginnastica aerobica.  L'artistica torna in gara il 18 giugno con le finali All Around.

Thanks to Thomas Schreyer/UEG for the photos

 

 

BRUNO GRANDI, PRESIDENTE FIG: “IL NUOVO REGOLAMENTO? L’HO VOLUTO PER SALVARE LA GINNASTICA”

ART WCh Antwerp/BEL 2013: GRANDI Prof. Bruno/FIG

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Il Presidente della Federazione internazionale di Ginnastica, Bruno Grandi, ha gentilmente accettato di incontrarci per rispondere in esclusiva ad alcune nostre domande, sorte dopo la pubblicazione del nuovo regolamento di qualificazione olimpica previsto per Tokyo 2020, da lui voluto, proposto ed ideato. Ogni cambiamento, che sia realmente un cambiamento, crea una rivoluzione, crea scompiglio e spesso porta anche dubbi e paure, qui però si era posta una scelta: continuare a far finta che andasse tutto bene o affrontare il problema ammettendo che la situazione stava sfuggendo di mano.

Il Presidente Bruno Grandi, ad un anno dalla scadenza del suo mandato, per il quale ha già comunicato che non si ripresenterà, ha scelto di mettere in discussione alcune certezze con la consapevolezza di fare bene al nostro sport.

1) A quando risale l’idea di cambiare il regolamento di qualificazione olimpica?

L’idea risale a circa quattro anni fa, prima ancora del Congresso di Cancun, in cui venni riconfermato Presidente e sorse per delle esigenze fondamentali. Mi sorprende che al mondo ci siano dei tecnici, o appassionati, che non si siano resi conto di cosa stesse realmente accadendo. Per comprenderne al meglio i motivi che mi hanno portato a voler questo cambiamento, è opportuno partire dal calendario, che è la chiave di tutto il sistema di qualificazione olimpica.

Il calendario internazionale sostanzialmente si basa su una competizione all’anno. I giornali sono interessati solo ai Campionati del Mondo; è inutile negarlo, tutti gli altri appuntamenti sono caratterizzati da un calare, sempre più influente, di attenzione. Lo dimostra il fatto che, ad esempio, l’Asia si lamenta spesso dicendomi: “Presidente dovete fare qualcosa per modificare la situazione, noi in Asia non abbiamo la Cina, non abbiamo il Giappone, non abbiamo la Corea del Sud, qualche volta abbiamo la Corea del Nord (quando non è squalificata per la questione dell’età
anagrafica delle sue ginnaste infrazione, peraltro, reiterata più volte)… noi non abbiamo contratti televisivi, non c’è alcun interesse affinché questo sport continui ad esistere”. La stessa cosa avviene in Africa, pur trattandosi lì di un problema strutturale e politico, ma riguarda anche l’Europa dove, sì è vero, vi sono i campionati europei per i quali esiste un contratto televisivo, ma tutto si realizza e si esaurisce in poco più di una settimana, dopodiché l’attenzione mediatica scompare di nuovo.
Gli sponsor ci chiedono costantemente più visibilità, d’altra parte non è possibile pensare che loro siano disponibili a sponsorizzare una Federazione in forma permanente, come sponsor fondamentale o top-sponsor, quando la ginnastica, a livello mondiale, attira il pubblico per una decina di giorni all’anno ed, a livello europeo, per una settimana. Non ci sono altri interessi dietro ai quali è possibile programmare un investimento. Il nostro non è uno sport ripetitivo che compare ogni settimana, non c’è assolutamente visibilità e gli sponsor si tirano indietro. Nasce così l’esigenza di creare un interesse che sia il più possibile continuativo. E nella ginnastica quale è l’interesse continuativo? Gli atleti vogliono andare alle Olimpiadi. Vanno bene i campionati del mondo, vanno bene i campionati continentali (quelli europei in modo particolare), ma le altre competizioni no. Lo dimostra, per esempio, il fatto che il continentale americano non produca minimamente interesse. Ci sono gli statunitensi, i cubani, i canadesi, i venezuelani, i brasiliani e gli argentini, che sono tutti Paesi forti, ci sono i cileni (il campione del mondo 2011 al corpo libero era cileno) eppure non hanno i loro campionato continentale, in quanto si avvalgono dei campionati multisport (Giochi Panamericani) organizzati dai comitati olimpici del continente, ma per il resto non si ha nessun interesse.

Ora mi chiedo: si può continuare a far vivere uno sport che nel panorama sportivo commerciale del mondo non esiste? Quando vado a fare dei contratti con le televisioni incontro permanentemente questo problema. Ecco perché è nato il nuovo calendario, la qualificazione olimpica è frazionata in più gare, così da consentire una rivalutazione dei campionati continentali e delle coppe del mondo, in termini di interessi mediatici e non solo.

2) Alle Olimpiadi però, la situazione sembra essere diversa o sbaglio? La ginnastica rientra, come l’atletica ed il nuoto, nella categoria A, ossia fra gli sport più seguiti.

Bisogna essere sinceri e quindi va detta tutta la verità. La ginnastica rientra nella categoria A degli sport olimpici solo perché gli USA sono interessati alla ginnastica in maniera spasmodica e la televisione che paga pesantemente i Giochi Olimpici è una televisione statunitense. Se un giorno negli USA la ginnastica dovesse cadere in disgrazia, non ci sarebbe più nessun interesse e noi non saremmo più il primo sport. La ginnastica piace ed appassiona, ed è giusto che questa passione venga coltivata. Lo sa che a Pechino 2008 siamo stati il primo sport? Sul piano commerciale fu una cosa spaventosa. In occasione delle finali ci furono 19.000 paganti, mai vista prima una simile cosa. Per il Test Event di Londra 2012 abbiamo avuto 12.000 spettatori, una cosa inaspettata che ha stupito gli stessi organizzatori. La domanda allora è: può la ginnastica esistere episodicamente? No. E lo dico ai campioni, lo dico ai nostri atleti, non parlo tanto ai tecnici che sicuramente hanno i loro interessi, ma soprattutto a chi si allena ogni giorno. Vivere di rinomanza a livello internazionale non è possibile, ed è assurdo pensare di vivere solo sugli incassi che ci procurano i Giochi Olimpici ogni quattro anni. Sì è vero i mondiali di artistica attirano e si riesce anche ad incassare qualcosa, ma la ritmica? La ritmica va sotto. L’aerobica? Perdiamo una quantità enorme di soldi, spesso devo pagare gli organizzatori affinché organizzino i campionati del mondo altrimenti questi no potrebbero essere disputati. Un problema maggiore si riscontra nell’acrobatica che, forse, è anche la disciplina più bella: ogni due anni è davvero difficile trovare un organizzatore per i mondiali. Ho dovuto chiedere alla Cina di organizzare i Campionati del mondo del 2016 perché nessun Paese ha posto la propria candidatura. E il motivo è solo uno: non si incassa.

Tutti mi chiedevano un cambiamento ed il cambiamento era assolutamente necessario. Così ho pensato di fare un calendario che abbia una continuità, dove ogni gara si lega ad un’altra. Avevo provato a farlo cinque anni fa, prima del Congresso FIG di Cancun, ma non riuscii ad avere l’appoggio che ho avuto quest’anno, perché gli USA si imposero pesantemente, dicendomi: “ Noi siamo legati ai campionati multisport e non possiamo permetterci di organizzare un campionato continentale, le televisioni non pagherebbero”. La stessa Asia fu scettica: “Presidente noi non organizziamo i campionati continentali asiatici, perché con il multisport pagano tutto loro (CIO) e non dobbiamo impazzire né a trovare un comitato organizzatore, né a trovare le televisioni, né a pensare a stipulare contratti di sponsorizzazione”. Tra l’altro, con i multisport, sorge anche un altro problema: il loro calendario è spesso in contrasto con quello della FIG. Cito l’anno 2011 nel quale sorse un conflitto di calendario. La FIG era in Giappone a fare la qualificazione olimpica di artistica che, alla fine, è quella che produce più incassi anche per le altre discipline e nello stesso tempo nel Messico, a Guadalajara, si disputavano i Pan American Games. Per mia fortuna, riuscii a mettermi d’accordo con il Presidente del Comitato Panamericano per far spostare di un giorno la data delle gare econsentire così ai giudici che erano a Tokyo di andare lì. Ma è mai possibile una cosa simile?

3) Questo nuovo regolamento “aiuta” i Paesi in cui la ginnastica è meno forte, o meglio, consente anche ai loro atleti di avere più possibilità di giocarsi la qualificazione, vero?

Esattamente. Ed io sì, sono arrabbiato. Sono arrabbiato proprio con chi non capisce l’importanza di questo passo, con chi si limita alla propria “parrocchietta”, mentre qui bisogna cominciare a pensare ad ambire almeno alla provincia. Non parliamo solo a livello nazionale, ma parliamo anche a livello internazionale. Andiamo a vedere quali sono i Paesi che una volta erano forti. La Finlandia aveva campioni del mondo e campioni olimpici… è un Paese che è scomparso. L’ Ungheria che fine ha fatto? Non ha nemmeno più una squadra per competere in un campionato del mondo. Da notare che ci abbiamo messo 14 anni per portare la composizione di una squadra da 6 a 5 elementi. La Cecoslovacchia, che ora è sdoppiata in due Nazioni, ma comunque… dove è finita? Lettonia, Estonia, Lituania che davano i migliori atleti dove sono ora? Lo sa con quanti atleti si disputava il campionato dell’Unione sovietica negli anni 1970-1972? Con quasi 500atleti selezionati. E lei lo sa quanti sono adesso gli atleti di tutti quei Paesi? Una dozzina.

Sono andato in Lituania, dopo la sua separazione dall’Unione sovietica, a dare un contributo economico e lo sa che per poco non mi facevano un monumento? Ma questo solo perché ho dato loro degli attrezzi. Questi sono i Paesi per i quali dobbiamo preoccuparci affinché la ginnastica possa continuare a vivere, in questi Paesi c’è una fortissima tradizione che merita di essere sostenuta e portata avanti. Se noi non gli diamo la possibilità di allestire una squadra noi questi Paesi li uccidiamo. Avere cinque atleti che fanno sei attrezzi, cioè un esathlon, non è affatto una cosa semplice. Ecco perché la FIG ha portato il numero dei componenti una squadra da 5 a 4 elementi. Però, dal momento che c’è la tendenza alla specializzazione (si guardi ad esempio l’Ungheria, dove il campione del mondo al cavallo con maniglie, Krisztian Berki, ha rischiato di non essere ammesso ai Giochi Olimpici di Londra dove poi ha vinto), ho dato uno spazio anche a coloro che eccellono in una sola specialità. Sa quanti atleti individualisti specialisti noi abbiamo scartato dai Giochi olimpici rovinandogli la vita? Perché un atleta che vince i Giochi Olimpici, anche nei Paesi meno avanzati, diventa un eroe, diventa un mantenuto dall’industria sportiva, dagli sponsor… tutto questo mi ha indotto a cambiare. Questa è la storia.
Le faccio un esempio.
Aljaž Pegan, famosissimo ginnasta sloveno, due volte campione del mondo alla sbarra, non ha mai partecipato ai Giochi olimpici. Perché? Perché il suo Paese non aveva la squadra. La Slovenia non aveva quattro atleti che le potessero consentire di classificarsi fra le prime dodici squadre al mondo. Come Pegan, putroppo, tanti altri campioni. Ed è anche da qui che è nata l’esigenza di questo nostro cambiamento. Mi sentivo così in “colpa” con Pegan, che l’anno scorso l’ho mandato come ambasciatore della ginnastica ai Giochi Olimpici junior di Nanjing. La FIG si è fatta carico di tutte le spese, viaggio, vitto, soggiorno… e gli ho consentito l’accesso a tutte le competizioni dei Giochi Olimpici perché questo ragazzo, ormai un uomo sposato e con dei figli, non aveva mai respirato quell’incredibile atmosfera. Pegan è solo uno dei tre casi che mi sono pesati di più sulla coscienza. Tra l’altro mi sono preso anche delle offese da un caro amico, l’ex presidente della Federazione Internazionale Ciclistica, l’olandese, Hein Verbruggen, che quando vide che un suo connazionale, vice campione del mondo agli anelli, non era ammesso ai Giochi olimpici mi disse che era un vero scandalo che in uno sport venisse applicata una simile regola. In quei Giochi, purtroppo, il vincitore della medaglia d’oro agli anelli non era il ginnasta più forte al mondo, perché?

Perché, in realtà, uno degli atleti più forti al mondo della specialità non aveva nemmeno potuto partecipare all’Olimpiade.

4) Ci sono Paesi, come ad esempio la Romania, che ultimamente hanno avuto un calo di rendimento. Le ginnaste forti ci sono, ma sono pochissime. Come mai secondo lei?

Il motivo è sempre quello: è difficilissimo avere ginnaste complete su tutti gli attrezzi. La grande Romania, che ha indubbiamente fatto scuola, ha pagato questo cambiamento che la ginnastica ha avuto negli ultimi anni. L’eleganza, la particolarità di alcuni movimenti artistici e coreografici, tipici della scuola rumena, adesso contano meno. Non ci dimentichiamo che il mondo si commosse quando Olga Korbut cadde dal salto indietro sulla trave (mai nessuno prima di lei lo aveva presentato) e adesso, invece, ci sono ginnaste che lo fanno teso, avvitato e addirittura teso avvitato dai flick. Questa è la ginnastica di oggi, che è in grande evoluzione da un punto di vista dinamico; però, o viene eseguita anche sul piano artistico altrimenti il nostro sport diventa acrobatica.

5) Tornando al regolamento… il nuovo formato vedrà quindi 4 ginnasti AA e 2 specialisti per i Paesi più forti. Il numero totale dei ginnasti partecipanti alle Olimpiadi è cambiato?

Sì, i ginnasti generalisti saranno quattro, ossia coloro che affronteranno tutti gli attrezzi, e poi ci saranno i 2 specialisti. Il mio ragionamento deve chiaramente quadrare anche aritmeticamente. Quanti posti ho ai Giochi Olimpici? Ne ho 98. No, il numero dei ginnasti ammessi alle Olimpiadi non è cambiato. A questi 98 però, di fatto ne vanno tolti due, che sono quelli che spettano al CIO, sarà lui a decidere a chi “donare” la qualificazione. A Londra fu dato al Vietnam, dove poi la ragazzina, pensi un po’, fu trovata dopata.

6) In base a cosa il CIO assegna i posti?

Il CIO ne riserva uno al Paese ospitante e l’altro lo assegna, sulla base del principio dell’universalità, ad un comitato olimpico del continente che è fuori. Le riporto un esempio: il caso “ritmica di Londra 2012”. A differenza dell’artistica, i Paesi più forti nella ritmica sono quelli Europei. La ritmica, sul piano competitivo in America quasi non esiste e non esiste nemmeno in Africa (se non in Sud Africa e in Egitto), ma nei restanti altri Paesi del mondo non c’è proprio. Il principio dell’universalità dice che ai Giochi Olimpici, per ogni sport, devono essere rappresentati tutti e cinque i continenti. Una volta erano i Continenti erano solo tre, perché si ammetteva che ci fosse una fase di transizione per arrivare poi ad averne cinque, così com’è adesso. Accadde che a Londra le squadre qualificate dovevano essere le migliori dodici al mondo (6 qualificate dai Mondiali + 6 dal Test Event). Due di queste squadre sono state eliminate perché il CIO doveva piazzare i suoi due “posti”, e così uno fu dato al Paese ospitante, quindi alla Gran Bretagna e l’altro al continente americano perché, altrimenti, non si sarebbe adempiuto al principio di cui sopra. Per fare questo, però, hanno bruciato due squadre nazionali forti come la Grecia e la Svizzera. Questi due Paesi hanno sollevato fortissime contestazioni, anche alla FIG, anche se la FIG nella questione non c’entrava niente, in quanto la responsabilità di queste decisioni è solo del CIO, che esige e pretende l’universalità, in quanto principio fondante dell’etica olimpica.

7) Chi stabilisce quanti atleti ogni disciplina sportiva può avere alle Olimpiadi? La Ginnastica ne ha 98, sono pochi in confronto ad altri sport. Lei ha mai provato a far aumentare questo numero per dare più spazio alla ginnastica?

I posti assegnati ad ogni disciplina vengono scelti dal CIO e solo il CIO ha il potere di modificarli. Certo che ho provato a chiedere un aumento degli atleti. Se il CIO mi avesse acconsentito la partecipazione di 110 ginnasti sarei rimasto al vecchio formato dei cinque atleti per squadra. Mi bastavano 110 per sezione, quindi 110 per le donne e 110 per gli uomini… ma il CIO non me lo ha mai concesso. La mia lamentela si basava sul fatto che altri sport come l’atletica ed il nuoto avevano molti più atleti di noi. Però è altrettanto vero che la quantità di medaglie che può vincere ogni singola persona è infinitamente più grande nella ginnastica. Lo stesso atleta può vincere la medaglia di squadra, la medaglia AA e quelle di specialità agli attrezzi. Un esempio lampante fu Vitaly Scherbo, che alle Olimpiadi di Barcellona vinse ben sei ori!!! Questa concentrazione di medaglie su un’unica persona o su un gruppo limitato di persone fa sì che il CIO abbia bloccato il numero dei partecipanti ed è del tutto irremovibile a modificarlo.

8) Il regolamento entra in vigore a gennaio del 2017, quindi i Mondiali a squadre del 2018 vedranno già questa formula?

Ho stabilito che ai Campionati del Mondo (2018-2019) le squadre possano partecipare ancora con 5 atleti. Questo è un piccolo vantaggio che ho dato ai Paesi “forti”, a fronte dei molti vantaggi che ho dato ai Paesi “più deboli” e, quindi, ho concesso loro la condizione precedente. Abbiamo fatto delle valutazioni virtuali di quanti possano essere i Paesi che potrebbero avere i due specialisti e sono circa 4 o 5: USA, Romania, Cina, ad esempio, ne potrebbero avere due; gli altri, fra i quali Russia e Germania, quasi tutti solo uno.

9) Il nuovo Regolamento aumenta e ridona importanza alle Coppe del Mondo che, diventando qualificanti, sicuramente richiameranno più attenzioni mediatiche di quante non ne abbiano adesso. È stata questa la ragione principale o ci sono altri motivi che vi hanno portato a rivalutare queste gare?

Bravissima. Le Coppe del Mondo oggi a cosa servono? Sono fatti isolati che interessano solo i Paesi che le organizzano, ma gli altri? Mediaticamente parlando, la stessa Italia, pur conseguendo buoni risultati alle prove di Coppa del Mondo di Stoccarda o di Glasgow, si ritrova ad avere, al massimo, un trafiletto di poche righe sui giornali. Quale tv, quale testata giornalistica è realmente interessata ad investire su queste gare? Nessuna. Facendo diventare queste gare qualificanti, e dando così alle competizioni un fine olimpico, si auspica un’attenzione mediatica maggiore e una partecipazione più assidua e significativa.

10) Le faccio una domanda che esula dal regolamento, come mai l’America è così forte nell’artistica? Nella femminile, sembra sempre più inarrivabile.

Negli USA, mi diceva Steve Penny, presidente della federazione statunitense, esistono 300 club che producono atleti da squadra nazionale. Ha quello che aveva una volta la Russia. Molti allenatori russi, rumeni, ungheresi hanno infatti girato il mondo e si sono fermati nei posti in cui il riscontro economico, dato anche dalla visibilità e dai risultati di cui parlavamo prima, è più favorevole. I risultati si hanno grazie alle strutture, che negli USA sicuramente non mancano, ma sono i tecnici che formano i campioni ed il lavoro di un tecnico è basato in primis sulla disciplina. Se l’atleta si accorge che il programma proposto dal tecnico si verifica in modo metodico e sistematico, può lavorare con la consapevolezza che il progresso che gli è stato preventivato si verificherà ed è questa e solo questa sicurezza che dà agli atleti la forza di continuare a far ginnastica. Disciplina + strutture = successo.

11) In questi ultimi anni la ginnastica è cambiata molto, sono cambiati gli attrezzi, è cambiato il codice, ci si è spinti a difficoltà sempre maggiori. Lei, in quanto Presidente FIG, cosa ne pensa a riguardo?

La ginnastica deve evolversi con i tempi, sono d’accordo. Però sono contrario allo spasmodico aumento delle difficoltà a discapito del senso artistico. Ho più volte sottolineato ai Presidenti dei Comitati tecnici, e lo ripeterò anche in questo mio ultimo anno del mio mandato, che è necessario fare un codice in cui la penalità sulla difficoltà, se non eseguita perfettamente, deve essere più forte. Prima, ai miei tempi, più la difficoltà che si metteva nell’esercizio era alta, più era tollerato l’errore dell’esecuzione, adesso è opportuno fare il contrario: più è alta la difficoltà più è alta anche la penalità, per la semplice ragione che l’“alta” difficoltà rappresenta un rischio per l’incolumità fisica degli atleti. Seconda ragione, non bisogna dimenticarsi che il nostro sport è ginnastica artistica e quindi si pretende che questa artisticità ci sia e che non si perda. Il risultato diventa sempre più incerto, ma quando il risultato è incerto, sul piano della sportività, è più interessante.

12) Infine le chiedo, se è possibile saperlo, in sede di votazione quanti hanno approvato questo regolamento?

Questo nuovo regolamento, che tanto ho voluto, ha ottenuto l’83% dei consensi, certamente non pochi, se consideriamo che Paesi come Russia, Cina, Giappone e Germania lo hanno sostenuto con me. E loro non sono assolutamente Paesi “deboli”. Io ho solo anticipato il futuro, se poi arriverà un Presidente, che è un po’ più matto di me, forse tornerà indietro, ma ammazzerà la ginnastica. Molti Paesi che erano campioni del mondo o non ci sono più o stanno via via scomparendo e noi questo non possiamo permetterlo. Oggi, però, si va verso la specializzazione, che io non voglio spingere più di tanto tanto. Ecco perché ho deciso che gli specialisti siano solamente due ed in soli due attrezzi. Oltretutto, non potevo non considerare questa tendenza, in quanto non avrei mai permesso che un ginnasta, pur eccellendo in una specialità, potesse rimanere fuori dalle Olimpiadi. Non si svantaggia nessuno, al contrario si porta solo un vantaggio a tutta la ginnastica mondiale, che vede aumentare il numero dei Paesi concorrenti per rientrare nelle prime dodici squadre.

Silvia Vatteroni

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